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Eritrea

L´Eritrea venne incorporata all´interno dell´Etiopia nel 1952 come componente di una federazione che comprendeva i due paesi. L´annessione completa da parte dell´Etiopia scatenò una guerra di indipendenza durata quasi trent´anni che si è conclusa con l´indipendenza dell´Eritrea nel 1991. Il referendum del 1993 sancì in modo schiacciante l´indipendenza dell´Eritrea. Tra i due stati scoppiò allora una guerra di confine che è durata fino all´accordo di pace firmato sotto l´egida dell´ONU il 12 dicembre 2000. L´Eritrea ospita oggi una forza di peacekeeping delle Nazioni Unite che ha come mandato il controllo del rispetto dei confini provvisori fino a quando una commissione internazionale non determinerà i confini esatti tra i due paesi.
La popolazione stimata per il 2002 è di 4.465.651 unità, suddivisa in fasce d´età nel seguente modo: il 42,9% ha dai 0 ai 14 anni; il 53,9% ha dai 15 ai 64 anni; il 3,2% ha oltre 65 anni. Il tasso di crescita della popolazione è del 3,8% annuo. Il tasso di natalità è di 42,25 nati ogni 1000 abitanti, mentre il tasso di mortalità è di 11,82 morti ogni mille abitanti. L´ACNUR ha cominciato a rimpatriare circa 150.000 rifugiati eritrei dal Sudan nel 2001, come conseguenza del ripristino dei rapporti diplomatici fra i due paesi. A causa di ciò il tasso del saldo migratorio è estremamente in attivo con 7,61 migranti ogni mille abitanti. Il tasso di mortalità infantile è particolarmente elevato con 73,62 morti ogni 1000 feti nati vivi. La speranza di vita della popolazione è di 56,57 anni, i maschi in media vivono fino a 54 anni mentre le donne fino a 59 anni. Il tasso di malati di AIDS tra gli adulti raggiunge il 2,87% del totale della popolazione. I principali gruppi etnici sono: i tigriny, col 50% del totale; i kunama, col 40%; gli afar col 4%; i Saho, (abitanti rossi) del litorale. Le principali religioni sono quella musulmana, quella cristiano copta, quella cattolica e quella protestante.
Il tasso di alfabetizzazione è del 25% e rimane uno dei più bassi al mondo.

Economia
Sin dall´indipendenza dall´Etiopia, il 24 maggio 1993, l´Eritrea si è dovuta confrontare con i problemi economici tipici di una nazione piccola e povera. Come le economie di molte altre nazioni africane, quella eritrea rimane basata sulla agricoltura di sussitenza, con l´80% della popolazione coinvolta nel comparto agricolo e nell´allevamento del bestiame. La guerra Etiope-Eritrea tra il 1998 e il 2000 ha duramente colpito l´Eritrea. Il PIL nel 1999 è cresciuto meno dell´1% e nel 2000 si abbassò dell´8,2%. Nel maggio 2000 l´offensiva etiope nel nord dell´Eritrea provocò danni alle proprietà della popolazione che ammontavano a 600 milioni di dollari, compresi 225 milioni di dollari in scorte alimentari e 55.000 case. L´attacco ostacolò il raccolto nella regione eritrea più produttiva e ha causato un calo della produzione alimentare del 62%. L´Eritrea, nonostante la guerra, è riuscita a sviluppare le sue infrastrutture dei trasporti, ha asfaltato nuove strade, ha migliorato i porti ed ha riparato le strade e i ponti danneggiati.
Il futuro economico dell´Eritrea rimane ambiguo. Il blocco dei rapporti commerciali con l´Etiopia, che prima della guerra utilizzava soprattutto i porti eritrei, lascia il paese con un grande buco da riempire. L´avvenire dell´Eritrea rimane legato alla sua abilità di controllare i problemi sociali fondamentali come l´analfabetismo, la disoccupazione e la bassa professionalità dei lavoratori. Altro fattore importante riguarda la conversione delle rimesse e delle competenze degli emigrati in crescita economica. Il PIL era nel 2001 di 3,2 miliardi di dollari, con una crescita del 7%, mentre il PIL pro capite era di 740$.
Alla composizione del PIL contribuiscono l´agricoltura col 17% sul totale, l´industria, col 29%, e i servizi, col 54%.

 
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