Marocco - lo sviluppo rurale per la crescità delle comunità locali
I progetti della Regione Emilia-Romagna
Nome arabo del Marocco, Maghreb-el-Aqsa, significa “Estremo Occidentale” in quanto il Marocco occupa la parte più occidentale del Nord Africa. Il Marocco confina a N con il Mar Mediterraneo, a O con l’Oceano Atlantico, a S con la Mauritania e a E con l’Algeria. Il litorale mediterraneo, lungo 450 km, è ricco di scogliere e baie mentre quello atlantico, lungo 1500 km, è in gran parte sabbioso e presenta la sola insenatura naturale rilevante di Agadir. Il Paese è caratterizzato da quattro grandi sistemi montuosi: il Rif, il Medio Atlante, l’Alto Atlante e l’Anti Atlante. Le montagne del Rif, verdi, tondeggianti e ricche d’acqua, corrono quasi parallele alla costa mediterranea e sono la prosecuzione africana della Sierra Nevada spagnola, con vette che arrivano fino ai 2456 m del Djebel Tiguin. A Taze il massiccio del Rif e quello del Medio Atlante, ricco di boschi e laghi, quasi si incontrano. Non lontano da Marrakech, il medio Atlante si unisce all’Alto Atlante , una catena di creste rossicce che spesso superano i 3000 m. Il rilievo dell’Alto Atlante a nord ha caratteristiche alpine mentre, scendendo a sud, si fa più brullo dato che la vegetazione tende a scomparire man mano che si avvicina al margine settentrionale del Sahara. L’Alto Atlante occupa la zona meridionale del Paese: a sud-ovest si esaurisce prima della costa atlantica mentre a sud-est digrada verso il deserto. A sud della valle del Draa si estende il Sahara, regione desertica prevalentemente sassosa ma con la presenza di dune sabbiose. I più antichi abitanti del Marocco sono Berberi che ancor oggi costituiscono il 30% della popolazione. Attualmente i Berberi vivono soprattutto nelle campagne e nelle regioni montane mentre nelle città risiede la popolazione di origine araba. Una presenza molto antica e che ebbe un grosso incremento all’epoca della Reconquista spagnola (718-1492) è costituita dagli Ebrei. Presenti nel Paese anche gruppi con caratteri negroide discendenti dagli schiavi sudanesi e dai soldati reclutati in passato in Guinea e in Mauritania. Meno di un secolo fa la popolazione era di 3 milioni di abitanti. Oggi sono 25.009.000 di cui più della metà al di sotto dei 20 anni. Il Marocco è una monarchia costituzionale. La nuova Costituzione del 1972 ha istituito un governo unicamerale. Mohammed VI è il 18° monarca della dinastia alaouita che occupa il trono del Marocco dalla metà del sec. XVII, e il 36° discendente diretto del profeta Maometto. In quanto tale il re è anche il capo religioso del Paese. Situazione politica Quando, nel marzo 1961, morì improvvisamente l’allora re Mohammed V, salì al trono il principe Mulai Hassan che, con il nome di Hassan II governerà il Paese per ben 38 anni. Nell’agosto 1984 Hassan stipulò con il colonnello libico Gheddafi un trattato grazie al quale Marocco e Libia si univano in una confederazione; come immediata conseguenza la Libia sospese gli aiuti al Fronte di Liberazione Popolare Polisario impegnato da anni a combattere l’occupazione marocchina nell’ex Sahara spagnolo. La prima risoluzione dell’ONU sulla contesa nel Sahara Occidentale risale al 1965, ma solo il 29 aprile 1991 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva all’unanimità la risoluzione che prevede un Piano di Pace, mettendo così in moto il meccanismo per la realizzazione del referendum di autodeterminazione del popolo saharawi. Con la risoluzione viene istituita la MINURSO, presente tuttora nel territorio del Sahara Occidentale e nei pressi dei campi di rifugiati a Tindouf, con il compito di sorvegliare il rispetto del cessate il fuoco. Il Piano di Pace ha avuto un periodo di stallo dal ’91 al ’97, quando il rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU, James Baker, ha potuto sbloccare la situazione raggiungendo un accordo tra le due parti in conflitto, Marocco e Fronte Polisario, sui criteri di identificazione dei votanti e le procedure organizzative e temporali del referendum. Nel dicembre 1999 sono state rese note le liste dei votanti, frutto della fase di identificazione durata circa sette anni. A partire da maggio 2002 si è ripreso a discutere il Piano di Pace, sempre con la mediazione di James Baker, ma le difficoltà incontrate non lasciano intravedere ancora una soluzione rapida del conflitto. Solo il Piano di Pace può portare una soluzione giusta e definitiva del conflitto. Con la risoluzione 1495 del 31 luglio 2003 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva la proposta dell’inviato speciale James Baker intitolata “Piano di Pace per l’autodeterminazione del Popolo del Sahara Occidentale” altrimenti detta “Piano Baker II” che prevede il governo del Sahara Occidentale attraverso un’assemblea composta da membri Saharawi e Marocchini che insieme dovrebbero amministrare il territorio per un periodo transitorio di quattro/cinque anni. Al termine di tale periodo il piano Baker II prevede la realizzazione di un referendum di autodeterminazione al quale potranno partecipare oltre ai Sahrawi regolarmente iscritti nelle liste elettorali anche i marocchini che hanno compiuto 18 anni a partire dal 30 dicembre 1999. Il Fronte Polisario ha accettato di discutere tale proposta mentre il Regno del Marocco l’ha respinta. A seguito delle difficoltà incontrate nel corso del suo incarico di inviato speciale del Segretario Generale per il conflitto marocchino-saharawi, James Baker si dimette, viene nominato a sostituirlo il peruviano Alvaro de Soto. A seguito della morte di Hassan II avvenuta il 23 luglio 1999, sul trono del Marocco è salito il figlio Mohammed VI nelle cui mani si concentra non solo il potere politico e religioso ma anche quello economico, militare e legislativo dell’intero Paese. Economia La composita civiltà rurale marocchina vede dispiegarsi un complesso di attività che vanno da quelle più tradizionali sino alle moderne produzioni industriali e specializzate. L’economia agricola è tesa per lo più al soddisfacimento delle esigenze di autoconsumo della popolazione. Considerato che più della metà del territorio è occupata da regioni improduttive, risulta che la superficie produttiva supera di poco i 5.300.000 ettari, cioè circa la nona parte del Paese. Attuato in vaste aree è ancora l’allevamento del bestiame ovino e caprino. A partire dal secolo scorso, l’importanza delle rotte carovaniere su cui era incentrato un sistema economico autonomo si è andata affievolendo sempre più mentre è aumentata quella legata a un’economia mercantile e di esportazione rappresentata soprattutto da fosfati, agrumi e primizie orticole mentre le importazioni riguardano principalmente cereali, idrocarburi, prodotti siderurgici e chimici, legname e beni strumentali. In costante aumento l’economia legata al turismo.
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