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PROGETTO BOSNIA

Programma “Tutela e Reinserimento di minori con disabilità fisiche e psichiche e promozione di imprenditorialità sociale in Bosnia Erzegovina

Presentazione del programma
Il presente programma si propone finalità che si inquadrano in una più ampia dimensione di lotta all’esclusione e all’emarginazione sociale indirizzandosi, in particolare, nella tutela e reinserimento dei minori con bisogni speciali e nella promozione della ricerca di una via bosniaca all’integrazione dei diversi servizi destinati ai soggetti con bisogni speciali. L’impoverimento delle famiglie, la regressione strutturale e dei servizi dovuta alla guerra, il sistema scolastico che prevede “scuole speciali” per i bambini portatori di bisogni speciali, hanno contribuito a isolare i bambini con difficoltà nell’anonimato delle case, soprattutto dei villaggi, all’interno delle famiglie, alle quali manca spesso anche la possibilità economica per il trasporto nella località dove ha sede la scuola speciale o la struttura per la riabilitazione.

Dopo il conflitto le condizioni di vita dei minori disabili e delle loro famiglie in Bosnia Erzegovina presentano un alto grado di problematicità. I principali problemi possono essere così indicati:

  • Assenza di informazioni sistematiche ed esaurienti e scarsa conoscenza del fenomeno dei minori con bisogni speciali; inesistenza di un sistema di identificazione precoce; distruzione degli archivi dei Servizi sociali e sanitari durante il conflitto; sconvolgimenti dell’assetto demografico provocati dalla pulizia etnica; mancanza di strumenti informativi al riguardo
  • Inadeguata sensibilità al problema, cultura dell’emergenza, ridotta accettazione culturale del disabile e tendenza a negare vita sociale ai soggetti con bisogni speciali
  • Inadeguatezza dell’approccio educativo ai bisogni speciali affrontato come tematica separata, con prospettiva segregativa e nella logica della prestazione specialistica, in luogo della logica della ‘presa in carico’ e riduzione dell’handicap
  • Carenza di strutture fisiche e obsolescenza degli equipaggiamenti per l’educazione e la riabilitazione
  • Sistemi formativi delle professionalità di cura inadeguati e scollegati
  • Sistema di professionalizzazione affidato esclusivamente a canali formativi della prima formazione; assenza di filiere di formazione continua; obsolescenza delle competenze del personale educativo, sanitario e di assistenza in relazione ai problemi dell’bisogni speciali
  • Ridotta operatività dei servizi socio-assistenziali conseguente agli anni del conflitto
  • Dipendenza culturale della popolazione, in particolare delle famiglie con soggetti bisognosi di cure e di assistenza specifica, dai servizi assistenziali pubblici
  • Scarsità cronica delle risorse finanziarie
  • Scarsa presenza  di cultura e di capacità imprenditoriale
  • Presenza di conflittualità fra le etnie
  • Frammentazione istituzionale e difficoltà di coordinamento fra sistemi locali
  • Bambini con bisogni speciali residenti in zone rurali esclusi dalla scuola pubblica, essendo le scuole speciali concentrate nelle città
  • Madri gravate dall’assistenza ai minori con disabilità, escluse dalla possibilità di lavorare
  • Alta presenza di bambini con difficoltà di apprendimento e di integrazione fra la popolazione rifugiata
  • Insufficienza di soggetti alternativi per l'aiuto e la protezione dei soggetti più vulnerabili, quali associazioni di mutuo aiuto e gruppi di volontariato
  • Incompletezza  del quadro normativo nell’ambito dell'integrazione socio-culturale

L’iniziativa descritta si propone di favorire l’accesso ai servizi educativi, il recupero psicologico e la riabilitazione psicomotoria dei minori con bisogni speciali, a partire da una indagine capillare condotta da assistenti sociali per individuare le famiglie con bambini disabili, rilevare i loro bisogni e le loro condizioni di vita. L’indagine confluirà in un sistema informativo sull’handicap che permetterà la programmazione di interventi rivolti all’accesso all’istruzione e/o ai percorsi di cura possibili, nonché alla canalizzazione di aiuti mirati. A partire dalla struttura di presidio del censimento dei bisogni, le azioni del programma si articolano lungo due principali percorsi interconnessi: a) la promozione delle condizioni per l’accesso alle strutture educative b) la promozione delle condizioni per l’accesso a strutture di riabilitazione psicomotoria; in entrambi gli ambiti si intende perseguire lo sviluppo di un approccio unitario e interdisciplinare alla disabilita’.

Sul versante educativo, il programma si propone di favorire lo sviluppo di un sistema basato sull’integrazione dei bambini disabili e sulla progressiva riduzione del sistema educativo separato, strutturato sulle scuole ‘speciali’ per i disabili e su docenti ‘speciali’. Il percorso proposto dal programma prevede l’attivazione di processi di innovazione educativa, (mediante l’allestimento di laboratori per l’inclusione, la formazione degli insegnanti, la formazione di pedagogisti e la organizzazione di strutture di documentazione e innovazione educativa).

Sul versante sanitario e curativo, il programma intende promuovere condizioni che facilitino l’accesso ai servizi per la riabilitazione fisica ed il recupero psicologico, attraverso varie iniziative volte: alla riattivazione strutturale e all’equipaggiamento di strutture specializzate danneggiate dal conflitto, al recupero di trattamenti in via di obsolescenza a causa della distruzione o del decadimento delle strutture nelle quali venivano praticati; al rinnovo delle attrezzature la cui carenza ha contribuito alla perdita dei saperi collegati; alla formazione professionale delle diverse tipologie di operatori, ferma alla situazione pre-bellica e non aggiornata sulle nuove tecniche e metodiche e sui nuovi approcci integrati alla cura; alla istituzione di sistemi di gestione delle strutture capaci di assicurare l’alleggerimento progressivo della finanza pubblica nella gestione dei servizi per la collettività.

Attraverso le azioni rivolte ai due versanti della riabilitazione e dell’educazione, si intende contribuire all’avvio e al consolidamento di un processo di cambiamento e integrazione. Tutte le azioni intraprese:

  1. avranno in comune lo stesso approccio alle tematiche della cura e delle professioni di sostegno psicologico e socio-educativo, caratterizzato da un intervento interdisciplinare volto all’integrazione sociale dei bambini con bisogni speciali e al coinvolgimento del “network” dei servizi sociali del minore;
  2. utilizzeranno la stessa rete fisica dei luoghi di formazione delle professioni rivolte alla riabilitazione sanitaria, al sostegno psicologico, alla promozione permanente della formazione di operatori della informazione e della documentazione
  3. fruiranno dell’applicazione di modelli comuni per la progettazione formativa, prefigurando lo sviluppo di competenze trasversali e di spazi di mobilità.

Le iniziative specifiche rivolte ai sistemi di care assumeranno consistenza nell’ottica della sostenibilità attraverso due direzioni strategiche:
la prima volta al rafforzamento delle Istituzioni (Governi, istituzioni educative e sanitarie, Università, ecc.) al fine di favorire: a) la sensibilizzazione al problema, lo sviluppo della strumentazione conoscitiva, delle competenze specifiche e delle basi logistiche e tecnologiche b) lo sviluppo di una rete di cooperazione decentrata basata su partenariati, con lo scopo di avviare e realizzare iniziative in grado di rispondere alle problematiche esistenti;
la seconda, integrata alla precedente, rivolta alla promozione delle condizioni strutturali per l’evoluzione del welfare, attraverso la creazione di imprese con finalità sociali finanziariamente auto-sostenibili e di forme di partecipazione dei cittadini ai costi sociali dei servizi.

Gli interventi si svilupperanno in sei aree: cinque cantoni della Federazione: il Cantone Una-Sana, Mostar, Sarajevo, Tuzla, Zenica, ed ad un’area della Repubblica Srpska riferibile alle citta’ di Banja Luka, Doboj, Derventa, Prijedor e Bijelina.

CARTINA

Beneficiari diretti: minori con bisogni speciali residenti nelle aree di intervento. Si stima che un numero di circa 6.000 famiglie abbia in casa un minore con bisogni speciali.

Beneficiari indiretti:

  • Le famiglie dei bambini con bisogni speciali, e in particolare le madri, che, grazie alla scolarizzazione, al potenziamento dei servizi ed al coinvolgimento della comunità, vedranno alleggeriti i loro compiti di assistenza e potranno dedicarsi anche ad altre attività;
  • La popolazione infantile e giovanile, che si gioverebbe di un approccio meno selettivo e discriminante in ambito educativo;
  • Il personale delle istituzioni locali/centrali coinvolte e quello dei sistemi educativo, socio-assistenziale e sanitario; le Associazioni che interessano la popolazione beneficiaria.

Obiettivi Generali:

  • Contribuire allo sviluppo e al rafforzamento delle capacità umane e materiali nel settore della protezione della disabilita’;
  • Contribuire a ridurre l’esclusione sociale dei gruppi svantaggiati;
  • Sostenere il processo di decentralizzazione istituzionale e la capacità di presa in carico da parte degli enti locali e delle comunità a livello del territorio delle problematiche inerenti alla sfera dei bisogni speciali;
  • Favorire lo sviluppo socio economico del paese attraverso la promozione dell’imprenditorialità con finalità sociali;
  • Rafforzare la capacità delle istituzioni sociali ed educative del paese nell’azione di prevenzione, riabilitazione e reinserimento dei minori disabili;
  • Contribuire ad instaurare migliori relazioni interistituzionali all’interno del paese;
  • Contribuire allo sviluppo di una cultura del “welfare” in linea con gli standard europei.

Obiettivo specifico:
contribuire ad un aumento del flusso dei servizi sociali, educativi e riabilitativi in favore dei bambini, adolescenti e giovani portatori di disabilità fisiche e psichiche (0-18 anni), presenti nella FBE e nella R.S., sia in termini quantitativi che qualitativi, in una misura stimabile in almeno il 20% della popolazione destinataria.

Risultati attesi:
Le attività che si realizzeranno sono ordinate secondo i risultati attesi. In relazione agli obiettivi del Programma, il Piano delle attività è articolato sulla base dei seguenti 4 principali ambiti di intervento:

A - Realizzazione di un sistema informativo sull’handicap e sviluppo di politiche integrate a sostegno dei minori svantaggiati;
B -  Promozione della scolarizzazione ed integrazione scolastica dei minori con bisogni speciali e sviluppo delle competenze di Pedagogia Speciale e dell’Integrazione;
C - Promozione dei servizi di assistenza e riabilitazione;
D - Promozione dell’Impresa con finalità Sociale;
E - Impostazione ed avvio di un sistema permanente di formazione professionale.

A-Sistema Informativo sull’handicap e sviluppo di politiche integrate per minori svantaggiati

Ricerca sul terreno
Si svilupperà una attività di ricerca sul terreno finalizzata all’identificazione dei minori disabili e al monitoraggio delle loro condizioni di vita nelle famiglie.

La ricerca verrà realizzata da  Team composti da  assistenti sociali provenienti dai Centri di Servizio Sociale nelle diverse aree coinvolte nel programma.
Le visite domiciliari saranno rivolte alla popolazione delle famiglie con minori con bisogni speciali residenti nelle aree selezionate.

Le informazioni raccolte verranno poi riversate, con l’ausilio di apposito software, nel sistema informativo sull’handicap che si costituiranno presso le Istituzioni competenti.

La formazione degli Assistenti sociali coinvolti nella ricerca verrà effettuata tramite 1 Seminario di 2 giorni e da 1 workshop che approfondirà tematiche relative a:
- metodologia e strumenti dell’intervista semi-strutturata;
- la comunicazione nella visita a domicilio;
- disabilità e servizi socio-sanitari ed educativi;
- le risorse per la riduzione dei bisogni speciali.

La ricerca si realizzerà per tutta la durata dei primi due anni di progetto.

Sistema informativo sull’handicap

Per la costituzione del sistema informativo sull’handicap verranno fornite attrezzature informatiche e verrà predisposta la formazione di personale, che verrà selezionato nelle Istituzioni di riferimento, per la gestione del medesimo.

Comitati di Coordinamento interministeriale per la riduzione dei bisogni speciali (CIH)
In tutte le aree di intervento,  si costituirà il “Comitato di Coordinamento Interministeriale per la riduzione dei  bisogni speciali (CIH), i cui  membri  saranno nominati dai Ministeri competenti per la sanità, gli Affari Sociali e l’Educazione.
In Repubblica Srpska il CIH sara’ integrato dai rappresentanti delle municipalità coinvolte.
Il “Comitato”/CIH avrà le seguenti funzioni e svilupperà le seguenti attività:

  • Promuovere sinergie e collaborazioni interdisciplinari ed interministeriali;
  • Monitorare la realizzazione della ricerca di terreno sulle famiglie con minori con bisogni speciali;
  • Realizzare la mappatura delle risorse esistenti per la riduzione dell’handicap;
  • Promuovere la pubblicazione di una guida dei servizi da distribuire alle famiglie con bambini disabili e nei  centri Sociali;
  • Programmare interventi formativi interdisciplinari ed interprofessionali;
  • Promuovere interventi informativi ed educativi rivolti alla popolazione ed ai professionisti dei servizi per lo sviluppo di una cultura dell’integrazione dei soggetti con bisogni speciali;
  • Sviluppare politiche innovative nella lotta all’esclusione sociale;
  • Pubblicare un bollettino informativo semestrale per ciascun CIH, ed uno annuale frutto dei 6 comitati

Il Comitato/CIH avrà quindi compiti riconducibili ad attività di indirizzo e di collegamento con le attività di natura sanitaria, assistenziale, educativa.

Sulla base delle indicazioni provenienti dal Comitato/CIH, si realizzeranno interventi di studio e approfondimento delle tematiche connesse alla programmazione e allo sviluppo delle politiche nei diversi ambiti.

Verranno realizzati  stage  in Italia, per i membri del Comitato, presso le Regioni partner, per visite e colloqui di approfondimento delle diverse aree di intervento:

  • Socio-sanitario (visite a centri di servizi avanzati, università);
  • Educativo (visite ad asili e scuole dove si pratica l’integrazione, al Dipartimento di Scienza dell’educazione, colloqui con dirigenti responsabili delle politiche settoriali);
  • Formazione professionale (visite a scuole e centri di formazione, colloqui con dirigenti degli assessorati regionali alla formazione, Isfol e del Ministero del lavoro).

B-1. Promozione della scolarizzazione ed integrazione dei minori disabili e sviluppo delle competenze di Pedagogia Speciale e dell’Integrazione

In relazione alla finalità del programma, cioè di creare le condizioni per l’integrazione alla scuola di base del maggior numero possibile di minori con bisogni speciali oggi esclusi dal sistema educativo, in particolare si prevede di:

  • realizzare Unità Pedagogiche Speciali (UPS)
  • realizzare laboratori per l’integrazione
  • formare insegnanti, pedagogisti e psicologi scolastici
  • produrre materiale didattico

Unità Pedagogiche Speciali (UPS)
Le UPS costituiscono un gruppo di lavoro composto da 10 operatori per ciascuna scuola scelti tra insegnanti, pedagogisti speciali (difettologi), pedagogisti e psicologi motivati ad intraprendere percorsi educativi innovativi di integrazione scolastica dei minori disabili.
Il coordinatore/trice di ogni UPS avrà funzioni organizzative e di comunicazione con la rete delle scuole pilota.
Le UPS verranno attivate nelle 40 scuole selezionate in base ai criteri che verranno identificati in collaborazione con le Istituzioni locali.
In queste 40 scuole verranno allestite aule per attività laboratoriali, e a tale scopo si eseguiranno piccole ristrutturazioni e si forniranno arredi ed attrezzature per la didattica.

Laboratori Sperimentali

Nelle 40 scuole pilota verranno attivati laboratori sperimentali per l’aiuto psico-pedagogico e la sperimentazione di attività comuni con i bambini con bisogni speciali e non.
I laboratori sperimentali saranno di 3 differenti tipologie:

- il laboratorio per l’aiuto psico-educativo nei casi di trauma e di reinserimento;

- il laboratorio per l’integrazione

- il laboratorio per una educazione e una didattica interattiva

Formazione insegnanti, pedagogisti e psicologi scolastici
In tutte le aree coinvolte è prevista la realizzazione di corsi di formazione per i 400 insegnanti e psico-pedagogisti coinvolti nel programma, e la realizzazione di interventi di formazione dei coordinatori/trici espressi dai gruppi di lavoro per tutta l’area dl progetto.

Tali interventi avranno i seguenti obiettivi:

favorire in tutti i partecipanti lo sviluppo di competenze sui laboratori, intesi come mediatori atti a portare i bambini con bisogni speciali, tramite lo sviluppo di nuovi apprendimenti, al superamento delle difficoltà psicologiche e culturali che oggi presentano;

sviluppare, in particolare nei coordinatori/trici, capacità di progettazione, coordinamento ed integrazione organizzativa e di monitoraggio delle diverse attività finalizzate alla innovazione educativa e all’integrazione.

Redazione e stampa di un manuale ad uso degli insegnanti
Per agevolare la diffusione dei contenuti e delle metodologie di lavoro dei laboratori verrà redatta e pubblicata una dispensa ad uso degli insegnanti che intenderanno avvicinarsi a sperimentazioni didattiche innovative e alle relative tematiche.

Supervisione tecnico scientifica
Per garantire la supervisione tecnico scientifica delle attività sperimentali, verrà attivato un Comitato Tecnico Scientifico, composto da esperti italiani e locali, cha hanno maturato forti esperienze sul tema e provengono dal mondo della scienza o del lavoro nel settore sociale, educativo e della riabilitazione.

B-1.1 Sviluppo delle competenze di Pedagogia Speciale e dell’Integrazione nel sistema educativo bosniaco

Centri di Innovazione e Documentazione Educativa
In questo ambito, si prevede la istituzione di Centri di Innovazione e Documentazione Educativa.
Questo per rispondere alla necessità di creare strumenti che consentano alle istituzioni educative bosniache di sviluppare percorsi di innovazione pedagogica e di attivare e coordinare la ricerca e la sperimentazione per l’integrazione e l’educazione dei minori con bisogni speciali nella scuola.
I Centri di Documentazione sono strumenti di grande interesse per promuovere lo sviluppo graduale di nuove competenze e di conoscenze e metodologie innovative.
Le attività dei Centri saranno rivolte ad uno scambio di informazioni e di esperienze, favorendo così la diffusione delle informazioni, attraverso la produzione e la diffusione di materiali e di documentazione.

Nel corso del progetto si realizzeranno le seguenti attività:

  • l’allestimento dei  Centri di Innovazione e Documentazione Educativa con la fornitura di arredi/attrezzature hardware/software;
  • Attivazione di una rete informatica;
  • la realizzazione di una ricerca sui bisogni formativi degli insegnanti e delle professioni di aiuto nel mondo della scuola;
  • la dotazione di materiali di documentazione per i Centri;
  • selezione di personale che operera in ogni Centro come documentaristi, individuati tra professionisti già presenti in strutture;
  • uno stage  di 10 giorni in Italia, per 6 documentaristi, presso le Regioni partner, per formazione tecnica, visite e colloqui di approfondimento;
  • attività formative, documentative, informative e di promozione dei Centri.
  •  il collegamento della rete dei Centri di Innovazione e Documentazione Educativa ad analoghe reti in Italia e in Europa.

B-1.2 Corsi di Specializzazione post universitaria in Pedagogia dell’Integrazione
Il Programma prevede la realizzazione di un corso di specializzazione post universitaria che avrà lo scopo di far conoscere ad un gruppo qualificato di operatori locali sia la rete di servizi educativi, sociali e sanitari che in Italia si occupa della presa in carico e della riduzione dell’bisogni speciali sia i fondamenti teorici e metodologici che sono alla base delle diverse tipologie di intervento all’interno di tale rete.

Le competenze attivate verteranno intorno a 3 nuclei fondamentali:

  1. pedagogico, con particolare attenzione per la pedagogia speciale rivolta alla riduzione dell’bisogni speciali;
  2. psicologico, sia in relazione a problemi di apprendimento, sia in situazioni di bisogni speciali;
  3. didattico-metodologico, finalizzato al potenziamento delle abilità cognitive e socio-relazionali.

In particolare le attività mireranno a:
-far conoscere teorie e modelli interpretativi dei fatti educativi derivanti dalle scienze dell’educazione;
-far sperimentare modalità di insegnamento attraverso metodi diversi;
-far acquisire competenze sul ruolo dell’insegnante mediatore e facilitatore dei processi di apprendimento;
-stimolare al riconoscimento delle diversità cognitive e relazionali degli allievi;
-far sperimentare modalità di interazione funzionali alla gestione cooperativa del gruppo classe;
-far acquisire competenze nell’ambito della formazione formatori.

Ogni corso coinvolgerà 20 professionisti dell’aiuto socio-educativo provenienti dalle  aree di intervento coinvolte nel programma.
I corsi si realizzeranno nel secondo e terzo anno di programma e coinvolgeranno complessivamente 40 professionisti.
Il corso prevede un modulo frontale d’aula e  visite guidate ad Enti, Istituzioni e centri che si occupano di bisogni speciali nel territorio delle Regioni Emilia-romagna e Marche.

C –  Promozione all’accesso ai servizi assistenziali di riabilitazione nel quadro dello sviluppo imprenditoriale
C. 1     Ristrutturazione/ripristino ed equipaggiamento di strutture ed impianti

Sulla base di rilievi preliminari dello stato degli edifici sono stati affidati all’organizzazione IMG, da parte del MAE con un contributo della Regione Marche, i lavori di ristrutturazione dei centri termali di Ilidza (Sarajevo), duramente colpito nel corso del conflitto, e di Slatina (Banja Luka), iniziati nell’estate del 2005 e che saranno completati nei mesi di luglio/agosto 2006.
Sono inoltre stati pianificati alcuni piccoli interventi di rifinitura dei Bagni di Mostar che costituiranno la sede delle attività di progetto nel cantone medesimo.
I piani di ristrutturazione prevedono, anche la fornitura di equipaggiamenti e attrezzature per i servizi fisioterapico-riabilitativi.

Si realizzerà uno studio sul sistema termale e un’indagine motivazionale sulla presenza nelle terme dei ‘curisti’

C.2      Promozione dell’imprenditorialità sociale
Il programma ritiene strategico operare con il sistema imprenditoriale e associativo locale per sviluppare l’impresa con finalità sociale, in modo da rafforzarne le capacità e le competenze gestionali.

Saranno organizzati incontri, gruppi di lavoro tematici ed un periodo di stage in Italia che permetteranno di  incontrare alcune delle realtà esistenti, e prendere così coscienza delle forme di impresa riconosciute e con le quali poter interloquire. Una volta individuati soggetti in loco già esistenti (imprese, associazioni) che mostrano interesse per sviluppare questo tipo di imprenditorialità, saranno attivati percorsi di formazione per gli operatori che gestiranno “l’impresa con fini sociali”. Tali attività vedranno il coinvolgimento di esperti e consulenti italiani del mondo universitario e di settore. La metodologia scelta per realizzare i percorsi formativi, non prevede un modello precostituito, ma cerca invece di aprire una fase di analisi e discussione che permetta di trovare la forma di gestione più appropriata e riferita al luogo dove intende operare.

Saranno organizzati seminari informativi della durata di una giornata sul tema dell’imprenditorialità sociale, e saranno rivolti al personale delle istituzioni locali e regionali, a politici, responsabili di strutture sanitarie, di associazioni professionali, provenienti da tutto il territorio nazionale con lo scopo di sensibilizzare e far conoscere meglio ai partecipanti il sistema dell’imprenditorialità sociale.
I partecipanti all’attività seminariale faranno parte di gruppi di lavoro tematici, costituti affinché possano definire e discutere soluzioni alle problematiche in atto nel settore dei servizi ai minori con bisogni speciali.

D – Avvio di un sistema permanente di formazione professionale

Istituzione di sedi didattiche di formazione continua presso le strutture di riabilitazione
I Centri di Formazione Continua a Sarajevo, Mostar e Banja Luka opereranno nel campo della formazione continua degli operatori sanitari e sociali impegnati nella riabilitazione fisica e psichica e nell'assistenza del minore con bisogni speciali.
I Centri svolgeranno attività di formazione ed informazione finalizzata al miglioramento dell'assistenza e saranno in grado di predisporre e rendere fruibili a tutti i professionisti interessati eventi o progetti formativi.
Nell'ambito di ogni Centro è prevista la figura del Coordinatore/promotore della formazione che avrà il compito di avviare e implementare il sistema di formazione continua a livello locale, collaborando in modo condiviso e integrato con gli altri referenti presenti nel medesimo centro.
Alcune tipologie di corsi prevedranno stage in Italia al fine di stringere relazioni utili anche dopo la conclusione del programma.
Oltre ad attività di formazione in convezione con le strutture pubbliche locali, saranno realizzate azioni formative “a mercato”.

Le attività formative riguarderanno principalmente le seguenti tematiche:

  • Iniziative di specializzazione e formazione continua per le figure specialistiche della riabilitazione
  • Iniziative di formazione iniziale per operatori della riabilitazione
  • Iniziative nel settore dell’approccio integrato all’bisogni speciali
  • Iniziative per lo sviluppo della medicina scolastica e della medicina sportiva.

Sarà inoltre attivato anche un percorso formativo per formatori.

Per promuovere la sostenibilità  di tali centri, si lavorerà con le autorità locali affinché queste strutture possano, in un futuro, essere riconosciute e  divenire capaci di rilasciare certificazioni di competenza per i partecipanti al termine delle attività formative.

In  questa forte azione formativa, il soggetto implementatore  fornirà l’assistenza tecnica necessaria allo sviluppo delle capacità del personale della struttura ad operare autonomamente dopo la scadenza del progetto.

Le lezioni saranno supportate dal necessario materiale didattico, compresa la predisposizione di materiale per la formazione a distanza.

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